Testo di Ilaria Mazzarella

Foto cortesia di Spessore Campo Base – Michele Galluccio

Fausto Fratti e sua moglie Stefania Arlotti organizzano Spessore da ben otto edizioni. Esattamente dai tempi de Il Povero Diavolo a Torriana con Piergiorgio Parini, invitando cuochi e produttori amici per un incontro di piacere lontano anni luce dai più comuni eventi e cooking show. Una grande spesa in dispensa e una buona dose di creatività per i cuochi alle prese con la serata, pronti a soddisfare i palati con un lungo menu a sorpresa. Anche negli ultimi tre anni, in cui Fausto e Stefania hanno ceduto la gestione de Il Povero Diavolo, hanno continuato a organizzare Spessore. Quest’anno le misure anti-Covid hanno rischiato di far saltare per la prima volta questo evento. E invece no.

“Quest’anno Spessore è stato pensato il 27 marzo, in piena pandemia, con quella vena di incoscienza che dà una buona carica di adrenalina – racconta Fausto, strizzandomi l’occhio mentre con soddisfazione guarda la location gremita di invitati – Sono molto pignolo (ha detto “rompiscatole” a dir la verità, ndr) ma sono molto felice in primis di essere riuscito a mettere in piedi Spessore e poi di questo grande risultato”. Quest’anno non solo Spessore ha avuto luogo, ma ha assunto nuove vesti, con quella resilienza che solo una manifestazione tanto amata, da chi la organizza e da chi ne prende parte, può avere. Quest’anno il format è itinerante. Partiti dalla Calabria, si toccano alcune tappe del solo Centro-Sud, Telese Terme da Giuseppe Iannotti, Roma da Luciano Monosilio e Civitella Casanova da Mattia Spadone, con una due giorni di gran finale al Grand Hotel di Rimini.

La splendida cornice della prima tappa di Spessore è stata Tenuta delle Grazie a Curinga, la graziosa villa in cui il ristorante Abbruzzino generalmente organizza matrimoni ed eventi. Le postazioni esterne, il forno per la pizza e i cartocci di lattarini assieme ai primi bicchieri di vino hanno preparato il palato dei quasi 170 ospiti durante l’aperitivo, prima di sedersi e di godere del pezzo forte: il menu a sorpresa.

Dieci cuochi alle prese con una spesa al buio realizzata dall’anfitrione, come di consuetudine per questa manifestazione, e una giornata intera – la stessa in cui si tiene l’evento – per creare le ricette, preparare la linea e realizzare i piatti. Ciascuno la propria postazione in cucina in un prezioso clima di collaborazione reciproca, scambi di idee e contaminazioni di cucine. Lo zoccolo duro degli chef, coloro che ospiteranno Spessore in casa propria e che sono presenti in ciascuna tappa, Luca Abbruzzino, Giuseppe Iannotti, Luciano Monosilio e Mattia Spadone, si sommano alle special guest per la tappa abruzzese: una rappresentanza regionale composta da Nino Rossi (Qafiz, Santa Cristina d’Aspromonte – Reggio Calabria) e Antonio Biafora (Hyle, San Giovanni in Fiore – Cosenza) assieme ad Antonio Zaccardi, direttamente dal Pascià di Conversano (Bari), e la partecipazione dalla moglie e pastry chef Angelica Giannuzzi, Domenico Marotta dal Marotta di Squille a Caserta, Simone Cantafio, chef del Maison Brais in Giappone e Riccardo Agostini de Il Piastrino di Pennabilli, Rimini.

Questa ricca brigata realizza venti creazioni, due per ciascun cuoco. Nel menu, di cui l’ospite prende visione solo appena si accomoda al tavolo, la sequenza dei piatti senza la firma dello chef a sottolineare che non ci sono protagonisti singoli, ma è la totalità del gruppo che realizza la serata. Ovviamente c’è chi, come me, ha colto l’occasione per tirare a indovinare chi avesse realizzato cosa. Vogliamo provare assieme? (La paternità dei piatti resta comunque segreta come nello spirito di Spessore).