Testo di Gualtiero Spotti

Foto cortesia di Mater Bistrot

L’idea di una cucina in stile bistronomico accompagnata dal pairing con i vini naturali, ormai entrati nel cuore (forse non sempre nella testa) di un gruppo sempre più numeroso di adepti con il solo vizio di essere a volte un po’ talebani, sembra aver preso residenza stabile in diversi quartieri milanesi. Un po’ per il gioco trendy che qui innalza immediatamente a must be o must see a velocità supersonica qualsiasi novità, ma, se vogliamo, soprattutto perché l’ondata di locali cresciuti nell’ultimo triennio è anche figlia di esperienze già vissute precedentemente da cuochi, addetti ai lavori, curiosi e foodies in diverse capitali europee, da Parigi a Copenaghen.

Insomma, la domanda, in questo caso molto giovane e fresca, ha creato un’offerta sempre più importante, all’interno della quale, per scegliere, è bene oggi muoversi con attenzione, e dove vale la pena selezionare chi merita. Tra questi di sicuro non può certo mancare Mater Bistrot in via Sottocorno, un delizioso angolo di cucina a vista con vini rigorosamente naturali (e una selezione anche internazionale) a rotazione velocissima, che vede come protagonista il dinamico cuoco Alex Leone. La sala, con poco più di una ventina di coperti, è oggi, causa covid, momentaneamente rimpiazzata dal marciapiede, lungo il quale si snodano tavoli senza tovaglie e ombrelloni in stile estivo e dove si vive la proposta della casa in versione totalmente open air.

Ma la sostanza comunque non cambia rispetto a quanto accaduto in tre anni di vita del locale, e che ha decretato il successo di Mater Bistrot, con l’approccio diretto e determinato di una cucina che vuole essere piacevolmente confort partendo dai finger dove sono bandite le posate, e che recupera quasi un contatto materno, a giustificare il nome azzeccato del locale.

Per poi proseguire attraverso piacevolissime giravolte sensoriali che uniscono derive regionali a tutto gusto (diventate poi classici della casa) come nel caso del Carciofo alla giudia o della sensazionale Polpettina di polpo e patate arricchita di una crema alla n’duja calabrese capace di conferire il giusto sprint al palato in un sol boccone, poco prima degli eclettici giri di giostra di un menu divertente e tutt’altro che banale. Si vede che Alex Leone, supportato tra cucina e sala dagli ottimi Alessio Corvi e Federica Amato, ha il gusto dell’improvvisazione in un percorso che cambia di continuo a seconda dell’estro, pur mantenendo qualche inevitabile signature, e con il passaggio in una cucina come quella del Rebelot dei tempi d’oro (come sous-chef) che ha lasciato il segno.

Difficile non soffermarsi sul sottile gioco di contrasti inanellato dal piatto di Paté di fegatini, tra una barbabietola che viene marinata all’aceto di lamponi, e le punteggiature del mezcal in versione gel e la fava di cacao. È quasi sempre una cucina dal carattere deflagrante al palato, ma mai sopra le righe, cha lascia il giusto spazio agli equilibri ed evidenzia una libertà espressiva assoluta, che le permette di pescare a piene mani tra sensazioni internazionali (potrebbe capitarvi in sorte un ceviche, un taco o un tzatziki, tra gli altri), ma anche giocate in casa dove il Mediterraneo fuoriesce con forza, e puntate che regolarmente si muovono tra acido ed amaro, tra marinature e fermentazioni. Lo spirito piacevolmente glocal ai fornelli e informale del contesto rendono la sosta al tavolo un momento che ha pochi eguali in città…       

Mater Bistrot

Via Pasquale Sottocorno, 1

 20129 Milano (MI)

Tel.: +39 02 91321602

www.materbistrot