Testo di Eugenio Signoroni

Foto cortesia di Beppe Rambaldi

Ha aperto da un paio di settimane e alcune cose sono ancora in rodaggio, ma la nuova insegna torinese di Beppe Rambaldi – per anni al fianco di Davide Scabin al Combal.Zero di Rivoli e poi chef e patron di un ristorante tutto suo a Villar Dora, Val di Susa – ha già le carte in regola per diventare un approdo di assoluto piacere.

L’idea di raddoppiare e dare vita a un locale in città è venuta circa un anno fa insieme a Luca Piras e Paolo Bordone, amici e clienti di Beppe e oggi suoi soci in questa nuova avventura: la loro passione per la salsa di acciughe che accompagna il budino di verdure (uno dei piatti che non mancano mai da Cucina Rambaldi) li ha spinti a proporre a Rambaldi, un po’ per gioco e un po’ per davvero, di portare questo e altri piatti in città affinché ancora più persone ne potessero godere. Nasce così l’idea di costruire un locale che non sia solo ristorante, ma permetta ai clienti di portare a casa i piatti che più hanno gradito e dei quali proprio non vorrebbero fare a meno, come la salsa di acciughe per Luca e Paolo.

Gastronomi(a)tipica è un locale dalle tre anime: gastronomia, enoteca e bistrot. La gastronomia da asporto funziona dalle 9 alle 20 ed è il luogo giusto per acquistare salumi, formaggi della Val di Susa, acciughe del Cantabrico, mozzarelle campane e piatti pronti.

E qui c’è il primo elemento atipico, perché al bancone della gastronomia, accanto ai classici piemontesi e ferraresi – vitello tonnato, cappelletti e cappellacci, tagliatelle, insalata russa, acciughe al verde e carpioni – si troveranno piatti che spaziano in diverse tradizioni italiane e del mondo. Così ci si potrà portare a casa una parmigiana di melanzane, con una tortilla messicana – grazie alla presenza di Sofia Morales, messicana con molti anni nelle cucine del Pujol alle spalle, questa tradizione avrà molto spazio – e un cannolo siciliano o un maritozzo.

L’enoteca offre un’ampia selezione di vini che dal Piemonte spazia verso il resto della nazione e sconfina in Francia. Etichette che possono essere acquistate o consumate sul posto magari accompagnate per l’aperitivo – dalle 17 alle 20 – da una fetta di prosciutto Joselito o da un’ostrica. Il bistrot, infine, completa l’offerta: 30 – 35 posti tra interno ed esterno, cucina attiva dalle 12 alle 17, spazi eleganti e informali dove consumare, accanto ad alcune delle proposte della gastronomia, creazioni espresse che puntano su rigore tecnico e intensità gustativa.

È questo il caso della Cervella con cipolle: una cervella di vitello cotta al burro nocciola, profumata con scorza di limone da intingere in una golosissima spuma leggera di cipolle, dal sapore dolce e profondo. I primi sono quelli della tradizione ferrarese e così ecco Tagliatelle al ragù – perfette –; Cappelletti al ragù e Cappellacci di zucca burro e salvia. Tra i secondi Coniglio alla ligure, Agnello allevato in val di Susa da Giulio Raseri, tortilla, baccalà, parmigiana di melanzane e la salama da sugo servita con la polenta.   

Gastronomi(a)tipica

10138 Via Principi d’Acaja 40

Torino