Foto di cortesia della Cantina D’Araprì

Girolamo D’Amico, Louis Rapini e Ulrico Priore sono i pionieri del metodo classico in Puglia. D’Araprì è l’acronimo creato con le prime lettere dei loro cognomi per ribattezzare la cantina fondata a San Severo in provincia di Foggia, nel distretto della Capitanata. Amici di vecchia data, tutti musicisti jazz ed estimatori di champagne, quarant’anni fa unirono le comuni passioni e le singole competenze per dare vita a un progetto innovativo per la valorizzazione del territorio. Ulrico si occupa della produzione, Louis cura la commercializzazione e Girolamo è l’enologo. La musica e il vino sono le muse ispiratrici.

Anno 1991

All’epoca, furono considerati dei folli, erano guardati con diffidenza per le idee bizzarre e per essersi cimentati e specializzati in uno stile di vinificazione allora poco conosciuto: si beveva vino sfuso e le poche etichette di champagne in circolazione erano accessibili solo alle classi più abbienti. Il tempo ha dato loro ragione, sono stati visionari e coraggiosi nella loro intraprendenza. “Lo spumante era un tabù, ancora peggio la conservazione dello zucchero in cantina – spiega Girolamo D’Amico – per metterci in regola ci siamo rivolti all’ufficio repressione frodi di Bari che a sua volta si rivolse a quello di Roma per capire come districarsi e sistemare i cavilli burocratici. Quello è stato un periodo bello e difficile, ogni anno facevamo un viaggio nella Champagne per studiare e approfondire la conoscenza della tecnica. Non c’era la cultura del vino, i sommelier erano come la mosca bianca e i ristoratori non erano in grado di raccontare il vino all’ospite”.

I D’Araprì hanno vinto la sfida, hanno dimostrato che è possibile produrre spumanti di pregio utilizzando il bombino bianco, uno dei vitigni autoctoni della Capitanata. Sono oggi considerati degli antesignani, in una regione famosa nel mondo più per i vini rossi che per le bollicine.

Girolamo D’Amico, Louis Rapini e Ulrico Priore

La cantina è nel centro storico, vi regna un’atmosfera senza tempo. Mediante una scala si accede ai sotterranei, interamente ricoperti da un soffitto a volte. Le gallerie risalgono al 1600, si estendono per circa 1000 mq e sono scavate a ridosso della chiesa di San Nicola, una delle più antiche di tutta la città. Qui si svolgono il remuage sur pupitres, il degorgement e la tappatura definitiva con tappo di sughero e gabbietta. Le migliaia di bottiglie, prodotte con cura e dedizione, riposano per almeno tre anni al fresco e al buio prima di vedere la luce.

La nuova generazione

Dalla fine degli anni ’70, alla produzione di vino si alternano le prove del gruppo jazz con Girolamo alla tromba, Luis al pianoforte e Ulrico al contrabbasso. Nel 2003, nell’antico frantoio ipogeo, è stata ricavata una sala ribattezzata Arca, Arte in cantina, che ospita eventi culturali e rassegne musicali. Il piacere dell’ascolto è abbinato alla degustazione delle pregiate cuvées. Dal 2019 è in corso il cambio generazionale, i padri sono ora affiancati dai figli: Anna D’Amico, Daniele Rapini e Antonio Priore.

“Siamo cresciuti in cantina – confida Antonio Priore – ci hanno trasmesso la loro passione, non è un lavoro. Quando i nostri genitori si raccontano dicono che siamo nati nel vino, noi scherzando affermiamo: siamo nati nello spumante! Il nostro obiettivo è potenziare la promozione all’estero e creare, con l’aiuto delle altre cantine, un distretto spumantistico della Capitanata per rendere riconoscibile l’area e il metodo di produzione”.

Cantina D’Araprì

via Zanotti, 30

71016 San Severo (FG)

www.darapri.it

Tel. +39 0882 227643