Testo di Gualtiero Spotti

Da un paio di anni a questa parte la capitale portoghese ha visto la nascita di una serie di rooftop diventati in poco tempo i must irrinunciabili per chi vuole vivere Lisbona osservandola dall’alto, per un semplice aperitivo o per una più corposa cena sotto le stelle, e con vista sul Tago. Il Rossio Gastrobar non è stato il primo tra questi ad apparire sulla scena, ma oggi è sicuramente il più ambito e scenografico, grazie alla sua posizione in cima all’Altis Avenida Hotel, in pieno centro storico e con la vista dall’ultimo piano, aperto sulla città, che offre un colpo d’occhio rimarchevole, capace di abbracciare l’intera downtown, partendo dal castello fino al Miradouro, che anticipa i quartieri di Bairro Alto e Principe Real.

Il tramonto estivo qui ha connotati quasi esotici, accentuati dagli ottimi cocktail preparati dalla brillante bartender brasiliana Flavi Andrade (da non perdere il Passion Cove, con maracuja, sciroppo di vaniglia e lime juice), anche se la cucina rimane ancorata ai valori lusitani grazie al talento di una coppia di cuochi in grado di unire esperienza e creatività, il Resident Chef João Correia e João Rodrigues, lo stellato del Feitoria, ovvero il ristorante presente all’interno dell’Altis Belem. Di questi tempi, con i turisti stranieri che, a causa della pandemia viaggiano di meno, non sono poche le strutture alberghiere o i ristoranti i quali hanno deciso di tenere le porte chiuse. E Lisbona, in questo senso, appare una città molto diversa da quella conosciuta negli anni più recenti.

Ciò nonostante rimane una capitale europea vitale e per molti aspetti sorprendente, con progetti e novità all’ordine del giorno. Il Gastrobar del Rossio, in un hotel che, invece ha deciso di riaprire già da qualche settimana, racconta molto di quanto accade a Lisbona attraverso una cucina dinamica, che strizza l’occhio alla condivisione del cibo ai tavoli in un mix convincente di classici in stile fine dining agilmente presentati come se si trattasse di comfort food. La qualità non è mai in discussione sia che si tratti di approcciare un succulento Carabinheiro (un gambero da applausi), oppure i Calamari con funghi shiitake e i Gamberi con il riso Carolino. Non mancano neanche sandwich e hamburger d’autore, che mettono in bella evidenza formaggi lusitani o la carne di porco dell’Alentejo, così come i pesci che arrivano, invece, dal porto di Peniche.

Di sicuro pesano, nelle scelte della cucina, le idee messe già in campo da João Rodrigues nel suo ristorante Feitoria con il Projecto Materia, grazie al quale si supportano con decisione le eccellenze portoghese e si creano stretti legami con i produttori, spesso e volentieri invitando anche cuochi stranieri a vivere l’esperienza di utilizzare per una cena a quattro mani la materia prima lusitana. L’attenzione per i dettagli e la cura dell’ambiente fanno poi il resto qui al Rossio Gastrobar, come si evince anche dalla scelta di affidarsi per alcuni piatti di portata alle creazioni di una giovane designer italiana, Sara Bozzini, che ha ideato Morsa.

E il nome dell’oggetto dice tutto, o quasi. Perché se è vero che a tutti gli effetti stiamo parlando di una morsa attaccata a un tavolo, in realtà questa sostiene un supporto che ospita il piatto (anche questo creato dalla designer) nel quale vengono presentate le creazioni del cuoco e, nel caso piuttosto frequente di tavolini piccoli, consente un’estensione della superficie da sfruttare davvero preziosa. Uno spazio extra, per consumare il pasto ricavato, grazie a un oggetto di uso industriale.

Rossio Gastrobar

Rua 1° Dezembro, 118

Lisbona – Portogallo

Tel. +35 12 10 44 00 18

www.rossiogastrobar.com