Berlinalia

2,00

Cook_inc. 20

BERLINALIA

Testo di Andrea Petrini

Foto di Lisa Edi

MARTEDÌ 6 FEBBRAIO

Maledetta neve! La Francia è paralizzata, gli aeroporti bloccati. Si decolla infine con quasi due ore di ritardo, all’atterraggio la morsa del freddo mima quella di Stalingrado. “Salta in taxi, aspettiamo solo te” whatsuppeggia Lukas Mraz dal suo cellulare austriaco. “Il mio Uber arriva tra tre minuti” rimbecchiamo noi. “Uber? Non stare a perdere tempo, Uber non esiste qui a Berlino” risponde sempre lui. E noi, meglio di San Tommaso: “Guarda che si, ci ha localizzato e lo stiamo toccando col dito” mentre si sfreccia già per la buia tangenziale. All’arrivo per una stradina alberata punteggiata da casette con retrogiardinetti, Lukas Mraz fa gli onori: “Ovviamente a quest’ora della notte abbiamo già cominciato. Però Christof, oltre alla tartare di pesce, ha tenuto in caldo in tuo italico onore l’ossobuco col purè al succo di cottura.” E si finisce, DOPO il dessert, a sformaggiare sino all’una e passa del mattino mentre Christof Ellinghaus, ineccepibile padron di casa, vede rosso-su-bianco e prolunga lo Chenin ossidato con un doppio flacone del Morgon di Marcel Lapierre. “Welcome to Berlin” tautoleggia a ogni brindisi lui, signorile rockettaro e capoccia illuminato di City Slang, storico label indipendente berlinese…

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MARTEDÌ 6 FEBBRAIO

Maledetta neve! La Francia è paralizzata, gli aeroporti bloccati. Si decolla infine con quasi due ore di ritardo, all’atterraggio la morsa del freddo mima quella di Stalingrado. “Salta in taxi, aspettiamo solo te” whatsuppeggia Lukas Mraz dal suo cellulare austriaco. “Il mio Uber arriva tra tre minuti” rimbecchiamo noi. “Uber? Non stare a perdere tempo, Uber non esiste qui a Berlino” risponde sempre lui. E noi, meglio di San Tommaso: “Guarda che si, ci ha localizzato e lo stiamo toccando col dito” mentre si sfreccia già per la buia tangenziale. All’arrivo per una stradina alberata punteggiata da casette con retrogiardinetti, Lukas Mraz fa gli onori: “Ovviamente a quest’ora della notte abbiamo già cominciato. Però Christof, oltre alla tartare di pesce, ha tenuto in caldo in tuo italico onore l’ossobuco col purè al succo di cottura.” E si finisce, DOPO il dessert, a sformaggiare sino all’una e passa del mattino mentre Christof Ellinghaus, ineccepibile padron di casa, vede rosso-su-bianco e prolunga lo Chenin ossidato con un doppio flacone del Morgon di Marcel Lapierre. “Welcome to Berlin” tautoleggia a ogni brindisi lui, signorile rockettaro e capoccia illuminato di City Slang, storico label indipendente berlinese…

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