Gianni Dezio

0,00

Cook_inc. 20

#StayTosto

Territorio On the Road. Venezuela-Abruzzo 

  • Testo di Lorenzo Sandano
  • Foto di Alberto Blasetti

La vita di Gianni Dezio è metaforicamente paragonabile a un’avvincente partita di flipper. Lui, pallina rocambolesca laccata d’argento vivo, che rimbalza su e giù con spirito avventuroso da un capo all’altro del globo. Un gioco incessante, con improvvisi cambi di velocità, in cui toccando obiettivi remoti accumula punti esperienza sullo score luminoso. In palio, unico premio conseguire il suo sogno legato all’amore per la cucina. È un tipo tosto Gianni, proprio come il nome del suo locale di Atri. Cuoco ramingo, con la battuta sempre in canna e lo sguardo brillante. Un giovane uomo dal carattere umile e curioso, con un’attitudine per la ristorazione custodita nel sangue fin da fanciullo. Sangue colorato da contaminazioni culturali, in perenne vagabondaggio dall’Abruzzo al Venezuela. Stracciando e ritemprando biglietti di sola andata, in un cambio di rotta continuo. Nel suo zaino da viaggiatore, porta sempre con sé il pallino per la cucina: ereditato dai genitori, che in tempi non sospetti si lanciarono nell’impresa di aprire un ristorante a Calabozo a cavallo del 2000, dopo un primo viaggio illuminante in Venezuela intrapreso con i nonni di Gianni negli anni ’60. Nato ad Atri, cresciuto all’estero, in equilibrio tra due mondi. Una formazione degna di un virtuoso arcade game…

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Gianni Dezio

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Territorio On the Road. Venezuela-Abruzzo 

  • Testo di Lorenzo Sandano
  • Foto di Alberto Blasetti

La vita di Gianni Dezio è metaforicamente paragonabile a un’avvincente partita di flipper. Lui, pallina rocambolesca laccata d’argento vivo, che rimbalza su e giù con spirito avventuroso da un capo all’altro del globo. Un gioco incessante, con improvvisi cambi di velocità, in cui toccando obiettivi remoti accumula punti esperienza sullo score luminoso. In palio, unico premio conseguire il suo sogno legato all’amore per la cucina. È un tipo tosto Gianni, proprio come il nome del suo locale di Atri. Cuoco ramingo, con la battuta sempre in canna e lo sguardo brillante. Un giovane uomo dal carattere umile e curioso, con un’attitudine per la ristorazione custodita nel sangue fin da fanciullo. Sangue colorato da contaminazioni culturali, in perenne vagabondaggio dall’Abruzzo al Venezuela. Stracciando e ritemprando biglietti di sola andata, in un cambio di rotta continuo. Nel suo zaino da viaggiatore, porta sempre con sé il pallino per la cucina: ereditato dai genitori, che in tempi non sospetti si lanciarono nell’impresa di aprire un ristorante a Calabozo a cavallo del 2000, dopo un primo viaggio illuminante in Venezuela intrapreso con i nonni di Gianni negli anni ’60. Nato ad Atri, cresciuto all’estero, in equilibrio tra due mondi. Una formazione degna di un virtuoso arcade game…

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