Té Company

2,00

Cook_inc. 20

IL DRAGO E LA FENICE

  • Testo e foto di Gabriele Stabile

Ci sono pomeriggi che all’improvviso ti ricordi che New York è un’isola. Il sole, che è stato bello alto tutto il giorno scende giù in picchiata all’improvviso e sei in autunno. Fulvio e io abbiamo tolto la sabbia dalle scarpe e dai capelli, abbiamo tirato su gli angoli della bocca e abbiamo chiesto: Pamela, dove ci porti? Io vivo qui da 13 anni, Fulvio viene spesso dalla Langa con i sacchi di farina, Pamela ha chiuso con Semilla e mentre tutti dicevano Brooklyn, lei se ne è scappata con uno zaino e 20 dollari in tasca a imparare il pane ai quattro angoli della terra. È lei la nostra guida: sa tutto di chi apre e chi chiude, di chi cambia quartiere, di chi si espande, di chi cambia menu, di quante stelle ha perso o guadagnato, di chi molesta il personale, e via dicendo. Scendiamo dalla High Line che siamo ai confini del West Village, un tempo quartiere hip adesso la Disneyland dei super ricchi. Perdo il conto delle donne che assomigliano più a Lena Dunham che a Suze Rotolo, e mi ritrovo a salire tre scalini: sembrava quasi stessimo entrando in casa di qualcuno, strada di brownstones, nel Greenwich Village, proseguite voi con il gioco delle citazioni che io sono stanco, le ho già fatte tutte a mente. Quella sensazione che si ha di camminare…

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IL DRAGO E LA FENICE

  • Testo e foto di Gabriele Stabile

Ci sono pomeriggi che all’improvviso ti ricordi che New York è un’isola. Il sole, che è stato bello alto tutto il giorno scende giù in picchiata all’improvviso e sei in autunno. Fulvio e io abbiamo tolto la sabbia dalle scarpe e dai capelli, abbiamo tirato su gli angoli della bocca e abbiamo chiesto: Pamela, dove ci porti? Io vivo qui da 13 anni, Fulvio viene spesso dalla Langa con i sacchi di farina, Pamela ha chiuso con Semilla e mentre tutti dicevano Brooklyn, lei se ne è scappata con uno zaino e 20 dollari in tasca a imparare il pane ai quattro angoli della terra. È lei la nostra guida: sa tutto di chi apre e chi chiude, di chi cambia quartiere, di chi si espande, di chi cambia menu, di quante stelle ha perso o guadagnato, di chi molesta il personale, e via dicendo. Scendiamo dalla High Line che siamo ai confini del West Village, un tempo quartiere hip adesso la Disneyland dei super ricchi. Perdo il conto delle donne che assomigliano più a Lena Dunham che a Suze Rotolo, e mi ritrovo a salire tre scalini: sembrava quasi stessimo entrando in casa di qualcuno, strada di brownstones, nel Greenwich Village, proseguite voi con il gioco delle citazioni che io sono stanco, le ho già fatte tutte a mente. Quella sensazione che si ha di camminare…

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