Gérald Passedat

2,00

Cook_inc. 19

CONTROCORRENTE

GÉRALD PASSEDAT a Le Petit Nice di MARSIGLIA 

  • Testo di Alexandra Michot
  • Foto di Richard Haughton

Si è buttato in acqua. Letteralmente. Di buon mattino. In quell’ora in cui la luce ancora accarezza i contorni appuntiti degli scogli. Gérald Passedat si è tolto il vestito da cuoco, si è alleggerito di quest’abito da chef tristellato e del mazzo di chiavi che porta sempre attaccato alla cintura dei pantaloni. E si è tuffato. In questo Mediterraneo che lo ha cullato nell’infanzia e che l’ha visto crescere, partire, fuggire, perdersi alle volte, per poi fare ritorno sano e salvo. In queste profondità cangianti dove, da ragazzino, pescava in apnea per delle ore, riportando in superficie i ricci e il limone di mare che mangiava crudi, appena usciti dall’acqua. Queste boccate di iodio puro hanno profondamente segnato il suo gusto e la sua identità culinaria.

(Scarica il PDF per continuare a leggere)

Gérald Passedat

2,00

Cook_inc. 19

CONTROCORRENTE

GÉRALD PASSEDAT a Le Petit Nice di MARSIGLIA 

  • Testo di Alexandra Michot
  • Foto di Richard Haughton

Si è buttato in acqua. Letteralmente. Di buon mattino. In quell’ora in cui la luce ancora accarezza i contorni appuntiti degli scogli. Gérald Passedat si è tolto il vestito da cuoco, si è alleggerito di quest’abito da chef tristellato e del mazzo di chiavi che porta sempre attaccato alla cintura dei pantaloni. E si è tuffato. In questo Mediterraneo che lo ha cullato nell’infanzia e che l’ha visto crescere, partire, fuggire, perdersi alle volte, per poi fare ritorno sano e salvo. In queste profondità cangianti dove, da ragazzino, pescava in apnea per delle ore, riportando in superficie i ricci e il limone di mare che mangiava crudi, appena usciti dall’acqua. Queste boccate di iodio puro hanno profondamente segnato il suo gusto e la sua identità culinaria.

(Scarica il PDF per continuare a leggere)