Negli ultimi anni una bevanda come lo Spritz, uno dei simboli dell’aperitivo italiano per eccellenza, è stata spesso messa da parte da bartender ed esperti di miscelazione proprio per la sua incredibile semplicità di esecuzione, approccio e bevuta. Aspetti che, se visti da un altro punto di vista, sono prove reali di un prodotto che funziona commercialmente, piace oltre ogni moda e tempo ed evidentemente continua ad avere un margine di ricavo interessante per chi lo propone.
A Napoli, abbarbicato nei Quartieri Spagnoli, proprio di fianco alla decantata Trattoria da Nennella, c’è un imprenditore che ha fatto dell’Aperol, e quindi dello spritz, il suo modello di business. Siamo incappati nella realtà di Armando Cammarota grazie a un noto bartender locale amante delle molteplici sfumature – anche quelle meno in luce – che questa città è capace di accogliere. Durante un tour enogastronomico della città tra sfogliatelle, zeppole, ziti alla genovese, fritti e pizza, una tappa è stata dedicata proprio a Cammarota Spritz. “All’inizio lavoravo come vinaio. Questo era un posto in cui la gente veniva per fare merenda, giocare a carte e ritrovarsi con le persone del quartiere, si chiamava la A’ Pigna d’Uva” racconta Armando.


“Avevo le botti per poterlo vendere da portare a casa come vino da tavola, o per i ristoranti. Era circa il 2004, condividevo parte dei miei spazi con la famiglia Vitiello e la trattoria, mi hanno sempre supportato… ci facevamo compagnia. Ero un vero e proprio vinario, nu cantiner si dice qui”. Negli ultimi dieci anni i Quartieri Spagnoli hanno cambiato aspetto e migliorato il loro livello di vivibilità e accoglienza ma indubbiamente, agli inizi, non è stato facile per nessuno.
Quando anche gli studenti hanno iniziato a frequentare questo quartiere, tutto ha iniziato a essere più vivo e gli imprenditori stessi, più reattivi verso una clientela giovane e appassionata di sport. Nel frattempo è il 2006, l’anno dei mondiali. “Una mattina arriva un ragazzo di Capri, che alloggiava sopra Nennella e mi chiede di fargli uno Spritz. Io avevo una sola bottiglia di Aperol all’epoca e rimasi quasi interdetto perché avendo sempre venduto vino non avrei saputo che farmene una volta aperta. Mi sarebbe rimasta sul groppone. Così la portai da Nennella e la finimmo in poco meno di un’ora. Da quel momento iniziò una vera trasformazione”.
Sono passati vent’anni e Cammarota oggi è un’istituzione.
Non solo per la sua storia e per la sua proposta così verticale, ma soprattutto per i suoi prezzi. Qui lo Spritz costa 1€. Servito in un bicchierino di piccole dimensioni, il giusto per togliersi lo sfizio, per non esagerare o – se vogliamo – per darsi tempo di godersi una serata in crescita bicchiere dopo bicchiere. Il vino continua a essere l’altro grande protagonista, venduto anche questo a 1€ e servito senza alcuno stuzzichino.
Proprio accanto ai tavolini di Cammarota, potete acquistare dei taralli caldi napoletani con cui accompagnare il vostro spritz, qui i rapporti sono di ottimo vicinato per cui nessuno vi guarderà male. “Fortunatamente la mia clientela oggi abbraccia stranieri da tutto il mondo, vips, personaggi del cinema, della televisione, alcuni affezionati del posto così come gente da Posillipo, Chaia, dalle isole. Apro alle quattro di pomeriggio e chiudo all’una di notte, salvo il weekend che stiamo aperti fino all’una e mezza e non posso lamentarmi. Lo Spritz piace ancora moltissimo”.



Un luogo che negli anni ha mantenuto intatta la sua identità, riuscendo però a farsi conoscere ben oltre Napoli, trasmettendo una grande empatia. La serenità di una persona come Armando, la sua presenza costante dietro al bancone e la facilità di approccio di un modello simile, non ha eguali e resta un unicum di verità e folklore che è bene conoscere e preservare.
Viva lo Spritz!





