Un viale di gelsi porta a Villa Fossa Mala, già Villa Bassi della Meduna, un’antica struttura a corte databile intorno al XVII secolo. Ci troviamo nella parte nord ovest del comune di Fiume Veneto, a poco meno di otto chilometri dal centro di Pordenone. I quaranta ettari di vigneto, a corpo unico, affiancano la villa, e sono protetti da un bosco di sei ettari che li circonda esternamente. Ci si sente subito abbracciati dalla tranquillità del luogo, quasi protetti dalla natura circostante: è, infatti, inserito in un ambiente isolato pur essendo vicino alla città. Entriamo nella corte della villa, dove una pluricentenaria magnolia veglia sul parco interno. Tutt’intorno il ristorante Marin, la pizzeria Rinopizza, l’albergo a tre stelle con venti camere, la struttura dedicata ai convegni, la tecnologica cantina regno dell’enologo Adriano Teston, il wine shop.


Katia Roncadin, proprietaria dal 2003 della struttura ci accoglie, conducendoci a una sala adibita alla degustazione, dove ci racconta la sua storia. Katia vive fino ai sedici anni in Germania, insieme alla madre tedesca e a papà Edoardo, originario del Friuli-Venezia Giulia. Il padre è un imprenditore visionario – tra le varie attività, inventò il mini-cono della Bofrost – che ha sempre amato il vino. Da bambino giocava in questa tenuta, allora abbandonata, che è sempre rimasta nei suoi ricordi per l’incanto che gli suscitava. Decide che la figlia primogenita diventi perito agrario con l’intenzione di dar vita a quel sogno che l’accompagnava sin da bambino, produrre vino. E arriverà a produrlo proprio nello stesso luogo della sua infanzia. Katia, pur essendo astemia, si trova a gestire questo luogo di bellezza e di accoglienza, dove si può anche andare a cavallo, posteggiare i camper nell’apposita area, mangiare e dormire in un’oasi di pace. La struttura è dotata di colonnine per la ricarica delle auto elettriche e fornisce in affitto delle bici elettriche.


“La prima etichetta esce nel 2007”, racconta Katia, “e abbiamo sempre avuto un’attenzione per l’ambiente, tanto che nel 2011 investiamo in un potente impianto fotovoltaico che soddisfa gran parte del nostro fabbisogno energetico, e siamo certificati SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata) oltreché Friends of the Earth”.
I vigneti sono incastonati tra il fiume Meduna, a ovest, e il corso d’acqua Fiume, a est; allargando ancora l’obiettivo potremmo vedere il Tagliamento e il Noncello. Una zona ricca di fonti idriche su un territorio quasi esclusivamente pianeggiante: tra le vigne non è difficile trovare delle risorgive. I terreni sono tendenzialmente limo-argillosi e siamo nella Doc Grave del Friuli. Il curioso nome della villa risale alla storia del luogo.
“Nel 1700 e nel 1800, questa era una zona di passaggio per le carrozze che da Venezia andavano a Udine. I briganti si nascondevano e prendevano d’assalto i viandanti, derubandoli. Ecco perché questo nome, Fossa Mala”.
La produzione, distribuita fra grossisti e winebar, è di circa 130mila bottiglie. Il wine shop resta un punto di attrazione, dove si vende il 30% del prodotto ai clienti dell’albergo ma anche ai militari americani della base aerea di Aviano.
Esiste anche un’altra linea di vini, Vinali, che arriva a circa 600mila bottiglie. È dedicata esclusivamente a Bofrost, con servizio a domicilio, tramite operatori che suggeriscono anche gli abbinamenti del vino con il resto dei prodotti a catalogo. Il padre di Katia – che negli anni Ottanta forniva gelati alla Bofrost – ne è diventato socio nel 1985 e ha esportato in Italia lo stesso sistema tedesco, poi utilizzato per la vendita di Vinali.

Oggi Katia è anche nel direttivo di Pordenone Turismo, un modo per portare il suo contributo nel far conoscere Pordenone, con la sua vivacità culturale e il territorio circostante, ricco di borghi fra i più belli d’Italia, dall’incredibile varietà dei paesaggi naturali e dalle peculiari tradizioni gastronomiche.





