Mini-storia
sglutinati
London Gluten Free on a budget
Sette indirizzi, tra bakery, fast food e cucine dal mondo
Testo e foto di
Marika Quaglio
London Gluten Free on a budget
9 minuti

Quanto costa mangiare senza glutine a Londra? E quali sono le alternative per chi vuole provare cucine diverse senza spendere una fortuna? In una città così grande, la scelta non manca, ma quando si tratta di celiachia non basta trovare un piatto che non contenga glutine: bisogna capire anche come viene preparato, quali ingredienti vengono utilizzati e quali accorgimenti vengono adottati per evitare contaminazioni. 

Il prezzo, quindi, non è l’unico fattore da considerare. Ci sono bakery totalmente senza glutine, catene che propongono alternative dedicate e ristoranti che permettono di ordinare alcuni piatti in versioni adattate.

Nella capitale britannica, tutto questo si intreccia con una scena gastronomica profondamente multiculturale. Cucine, ingredienti e tradizioni provenienti da ogni parte del mondo convivono armoniosamente, creando nel viaggiatore l’imbarazzo della scelta.

Eccoci quindi a Londra, nel 2026, alla ricerca di indirizzi in cui mangiare senza glutine, cercando anche di non superare i 25 euro a pasto. A seguire, una piccola selezione di posti provati, tra luoghi specializzati, fast food e cucine che offrono piatti di tradizioni diverse.

Ma Ma Boutique Bakery

Prima di visitare il centro di Londra, vale la pena spingersi fino a Chiswick, nella parte ovest della città, un quartiere residenziale tipico londinese che sembra essere uscito da un film creato ad hoc.
Ma Ma Boutique Bakery si trova al numero 30 di Chiswick High Road, ma per chi non ha voglia di affrontare il viaggio fino in zona 3 c’è una seconda possibilità: la bancarella al Green Market di Borough Market.

Aperta nel 2022 da Marzena Lubaszka e dal marito Nigel Ryan, la bakery nasce da un’esigenza personale: entrambi conoscono da vicino le difficoltà di chi deve mangiare senza glutine e hanno deciso di lavorare su prodotti da forno che non costringano a scegliere tra necessità e gusto. Tutta la produzione è dichiaratamente senza glutine – dai pani a lievitazione naturale alla pasticceria – e gli impasti sono a base di farine che ne sono naturalmente prive, come grano saraceno, miglio, sorgo e teff, affiancate da ingredienti come lo psillio, una fibra naturale che contribuisce a dare struttura agli impasti. 

La proposta comprende diversi tipi di pane, ma anche sandwich, torte e prodotti salati, con una ricerca che punta a ottenere consistenze e sapori lontani dall’idea di un prodotto sostitutivo, ma vicinissimi a quelli originali. Dalla colazione sono serviti anche dolci, come Cinnamon Rolls e torte di ogni tipo; mentre per la parte salata, vale la pena cercare i Fagottini di patate thai ripieni di ceci e spinaci. Qui si può trovare una baguette per 2£ (circa 2,50€) , o fare un pranzo veloce (con un panificato e un dolce) a 15£.

Ugly Dumpling

I dumpling sono uno di quei piatti che attraversano le culture e cambiano forma a seconda di chi li prepara: in Italia, potrebbero corrispondere ai nostri ravioli (con un impasto differente), o ancora nell’Est Europa li potremmo chiamare pierogi, mentre in Cina troviamo i jiaozi. A Londra, Ugly Dumpling gioca proprio su questa versatilità: il progetto si basa sul differenziare un prodotto classico, partendo da quello della cucina asiatica, e portandolo a unirsi con diverse culture e nuovi sapori. Il risultato è un menu che alterna ripieni più classici a combinazioni decisamente meno comuni, come il Dumpling al Cheeseburger, con carne di manzo, formaggio, cipolla e cetriolini, oppure proposte vegetariane a base di funghi e tartufo. 

La carta comprende anche contorni, noodles, insalate e dessert (si, anche i dumpling dolci non mancano).
Il menu senza glutine include diverse varietà di ravioli e piatti di accompagnamento: tutti i giorni a pranzo tranne il sabato (in tutte le sedi: Brixton, Carnaby e Fitzriovia) c’è il meal deal da 15£ (circa 18€) in cui sono inclusi cinque dumping e un contorno, mentre è sempre disponibile una degustazione completa a £20 con otto pezzi di diversi gusti. 

Anche l’ambiente contribuisce a dare un carattere leggero e informale al posto: nelle sedi, le pareti sono tappezzate di sottobicchieri colorati, disegnati e personalizzati dai clienti. 

Honest Burgers

Tom Barton e Phil Eeles, da neolaureati, decidono di investire una quantità irrisoria di denaro per la loro piccola attività di hamburger. Il progetto prosegue sempre e solo guidato da un unico principio: fare il miglior hamburger d’Inghilterra. Partono così nel 2011 con un primo locale fisso a Brixton e arrivano ad avere oggi più di 45 locali in tutto il Regno Unito; nella capitale Honest Burgers è presente in diversi quartieri da Soho a Camden, fino a King’s Cross, Covent Garden e Borough.

La filosofia, in tutte le sedi è quella di lavorare sulle materie prime e preparare internamente buona parte di ciò che arriva nel piatto. Per chi mangia senza glutine, la scelta è relativamente semplice: tutti gli hamburger possono essere ordinati con un bun gluten free, mentre i side (che spaziano dalle Rosemary Chips, fino agli Onion Rings) sono prodotti con tutte le accortezze per il “senza glutine”. Qui, si può mangiare un menu completo con 10£ (circa 12€), ma i prezzi possono subire delle leggere variazioni a seconda della sede.

Honest Burgers è il posto adatto anche per chi non mangia prodotti di origine animale: nella versione vegetariana l’hamburger è sostituito con Southern fried fritter (una frittella di mais) e Coleslaw, mentre in quella vegana con un Patty Plant-based e un Cheddar vegetale. È il posto da tenere a mente se si desidera un semplice burger con patatine, ma in una versione che punta tutto sulla cura del prodotto e la selezione delle materie prime.

Foto di @honestburgers

Hobson’s Fish and Chips

Se c’è un piatto che racconta l’immaginario gastronomico britannico, è il fish & chips: pesce in pastella e patatine fritte.  L’obiettivo di Hobson’s è quello restare fedeli alla formula originale, lavorando sulla scelta delle materie prime: in tutte e tre le location (Soho, Charing Cross e Porchester Road), il pesce arriva fresco ogni giorno dal Billingsgate Fish Market. Nei menu regnano i  classici come il cod e l’haddock (merluzzo ed eglefino), insieme ai sides che spaziano dalla Coleslaw alle Mashed Potato, o dai Baked beans alle Chips. Qui un menu completo non supera i 20£.

L’offerta senza glutine ricopre gran parte del menu e, nonostante possa sembrare scontato, i piatti sono preparati in un ambiente separato e i fritti hanno un olio e una friggitrice dedicata.
Hobson’s è l’opzione perfetta per assaggiare uno dei piatti simbolo della cultura anglosassone senza allontanarsi dalla versione originale. 
Nota di favore: le sedi offrono anche un’opzione vegana del Fish and chips, utilizzando un sostituto del pesce creato a base di Banana Blossom, il fiore di banano, un prodotto utilizzato principalmente nella cucina del Sud-Est asiatico e dell’India, che nella parte del cuore può essere paragonata ai nostri carciofi.

Foto di @hobsonsfishchips

Leon

Leon è una catena di fast food decisamente slow, che ha fatto capolino in Italia qualche tempo fa, senza trattenersi tanto a lungo. Ha aperto la sua prima sede a Londra, a Carnaby Street, nel 2004, partendo da una domanda: perché i fast food non possono servire cibo sano? 

Il progetto si sviluppa attorno all’idea di una cucina veloce, informale e ispirata a ingredienti e ricette provenienti da tradizioni diverse, con un’attenzione particolare alle verdure e ai piatti unici. L’offerta comprende wrap, insalate, piatti caldi a base di riso, pollo e verdure, contorni e snack, oltre a una proposta per la colazione. Il menu cambia nel tempo e tra le sedi, ma l’obiettivo resta quello di offrire qualcosa di più sano del classico pasto da fast food, senza rallentare il servizio.

Ogni negozio è curato e adattato al contesto che si trova in ogni zona della città ed è aperto a pranzo, colazione, cena, merenda, tè delle cinque. Ogni piatto è contrassegnato dai loghi che indicano i vari tipi di diete per il quale sono adatti: senza glutine, vegana, vegetariana, low fodmap (dieta seguita da chi ha la sindrome dell’intestino irritabile) e proteica.

Leon è una tappa fissa appena atterrati in città, perché mangiare sano spendendo poco e sentirsi davvero soddisfatti è una cosa rara da trovare. La colazione parte dai 5£, mentre per un pranzo completo non si superano i 15£. Il concept si basa su una nota frase del giornalista americano Michael Pollan: “Eat food, not too much, and mostly plants”.

Foto di @leonrestaurants
Foto di @leonrestaurants

The Free From Bakehouse

Immaginate di camminare per Borough Market, tra profumi e prodotti da far venire l’acquolina in bocca anche appena dopo aver finito di mangiare. La bancarella di The Freefrom Bakehouse si trova proprio al centro del Green Market, come a esaudire tutti i desideri di un celiaco. Caroline Aherne fonda la sua pasticceria indipendente nel 2010 con l’obiettivo di dimostrare che i prodotti da forno pensati appositamente per chi soffre di intolleranze e allergie, possono essere della stessa qualità di quelli originali. La produzione avviene in un laboratorio 100% senza glutine nella zona di Battersea, distribuendo, appunto, a Borough Market, al mercato di Battersea, in tutte le sedi di Wholefood e da Selfridges.

Il progetto oggi è cresciuto con il tempo, mantenendo sempre il concetto del free from, non solo riguardo al glutine ma mettendo al centro anche alle altre allergie, come latticini, frutta secca e uova. Al banco del Green Market, la selezione cambia con il passare delle stagioni: si parte dalle celebri Bakewell tart, crostate britanniche con mandorle e confettura, torte al pistacchio, lampone e acqua di rose, cheesecake al frutto della passione e biscotti, accompagnati anche da prodotti salati, come cracker e soda bread.
Qui le monoporzioni partono da 5£, ma le torte intere possono anche superare i 30£.

WA Japanese Patisserie

WA Japanese Patisserie ha aperto la sua prima sede a Ealing Broadway nel 2014, portando al pubblico un progetto che trova la sua identità proprio in questa combinazione: le tecniche francesi diventano la base per lavorare ingredienti come matcha, sesamo nero, fagioli azuki e tè verde, dando vita a dolci che hanno l’eleganza delle vetrine parigine ma un profilo aromatico ampiamente giapponese. Nel tempo, WA si è costruito un seguito tra la comunità giapponese a Londra, fino a riuscire ad aprire una sede nel centro della città e nel 2018 a Covent Garden.
Una parte della produzione è dedicata a prodotti senza glutine, così da far provare l’esperienza dell’unione delle due cucine anche a chi è celiaco o intollerante (nota di favore per il Matcha Roll atomico e la Cheesecake Yuzu e Mirtilli).
Qui i prezzi partono da 6£ al pezzo da asporto e tutti gli allergeni sono esposti sul bancone.

Gli indirizzi gluten free a Londra sono potenzialmente infiniti e non basterebbe una vita intera per provarli tutti.

Questa è solo una piccola selezione di posti in cui la celiachia non impedisce di esplorare la città anche attraverso il cibo. Non bisogna dimenticare che viaggiare è anche esplorare, scoprire nuovi sapori e apprezzare nuove realtà, e in un posto come questo, per chi è celiaco è possibile farlo senza problemi.


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