Al The St. Regis Rome il Natale è arrivato in anticipo. Tra abeti scintillanti, luci e allestimenti scenografici, dall’11 al 13 novembre l’hotel ha ospitato la quarta edizione di Arte di Vivere, il festival che sintetizza la visione dell’ospitalità del brand attraverso arte, musica e cucina. Per tre giorni, lo storico palazzo, un tempo Le Grand Hotel, si è trasformato in un percorso immersivo capace di anticipare il clima delle festività e di aprirsi alla città.
“Arte di Vivere non è un semplice evento, ma la sintesi della nostra idea di ospitalità, che portiamo avanti tutto l’anno attraverso una programmazione continua legata ad arte, musica e cucina”
Ha spiegato Giuseppe De Martino, General Manager del The St. Regis Rome, continuando: “È un’occasione per aprirci alla città nel mese di novembre, coinvolgendo partner nuovi e habitué, creando nuove sinergie con il mondo food & beverage e anticipando l’atmosfera delle feste”.
Il tema scelto per questa quarta edizione è stato Il Gioco, declinato come momento di aggregazione e simbolo del Natale. “Siamo soliti dividere l’anno in tematiche che seguono le stagioni”, ha raccontato De Martino. “Quest’anno abbiamo ospitato ROMAnce per San Valentino, Bloom per la primavera, Dive In per l’estate e Il Gioco per il periodo natalizio. Ogni tema viene poi sviluppato in modo trasversale: dalle capsule collection degli artigiani ai dolci firmati Marchesi 1824, dalle cortesie food & beverage in camera ai cocktail tematici, fino all’intrattenimento musicale, ai Lumen Talks e alle installazioni di arte e design”.


Il tema del Gioco nasce dall’immaginario della famiglia italiana che, durante le feste, si ritrova intorno a una tombola o a un mazzo di carte. Da qui la collaborazione con il giornalista e illustratore Gianluca Biscalchin che ha reinterpretato le carte napoletane con simboli e personaggi legati alla storia e all’identità del brand St. Regis Rome, realizzate in collaborazione con Dal Negro. Le carte, esposte in formato gigante tra lobby e Lumen, sono diventate uno degli elementi visivi più iconici del festival.
The St. Regis Rome è uno degli hotel più prestigiosi e storici della Capitale. Inaugurato nel 1894 da César Ritz con il nome Le Grand Hotel, è stato il primo hotel di lusso d’Italia e uno dei riferimenti assoluti dell’ospitalità europea. Oggi, dopo una profonda trasformazione avvenuta oltre vent’anni fa, l’hotel combina eleganza storica e design contemporaneo. L’ingresso con il celebre porte-cochère introduce a spazi scenografici, tra cui il grande lampadario in vetro soffiato e una piazza interna ispirata alla Belle Époque, che richiama il giardino d’inverno originale voluto da Ritz.
Cuore pulsante dell’hotel e protagonista del festival è stato il Lumen Cocktails & Cuisine che, durante Arte di Vivere, ha ospitato concerti, dj set, talk, masterclass e incursioni artistiche. Lo spazio, caratterizzato da tavole imbandite e da un grande bancone nero e oro sormontato da una bottigliera blu, accoglie un ritmo vivo e costante, con ospiti che si fermano per un pranzo veloce, romani all’ora dell’aperitivo e coppie che si concedono un drink dopo cena: un indirizzo cittadino più che un semplice bar d’hotel.




È stato il cibo a scandire i tempi del festival e a fare da collante tra musica e cultura: “Il cibo è ciò che unisce. Qui vive immerso nella bellezza dell’arte e nel coinvolgimento della musica”, ha sottolineato De Martino. “Roma ci ha dato moltissimo in oltre 130 anni di storia. Con Arte di Vivere vogliamo restituire qualcosa alla città e ai romani”. Da questa visione sono nate anche scelte simboliche come il Concerto per la città del Metropolitan String Quintet: ogni mattina dodici musicisti hanno suonato all’interno e all’esterno dell’hotel, regalando ai passanti cinque minuti di musica classica lungo la via che conduce a Piazza della Repubblica.
Il festival ha segnato anche l’avvio della collaborazione tra The St. Regis Rome e Marchesi 1824, storica pasticceria milanese. Al Lumen è stato attivato un punto di degustazione e vendita, dalle linee di cortesia per le camere al tea ritual del pomeriggio, fino alle prelibatezze stagionali confezionate. Ispirandosi al tema del Gioco, Diego Crosara, Pastry Creative Director di Marchesi 1824, ha firmato una linea personalizzata di panettoni decorati con elementi iconici della lobby e con i simboli delle carte da gioco disegnate da Biscalchin.
Durante la masterclass L’Arte del Gioco, Crosara ha guidato gli ospiti in una dimostrazione esclusiva, insegnando passo dopo passo come decorare con la pasta di zucchero i panettoni e raccontando la filosofia che unisce estetica, tecnica e creatività nella pasticceria d’autore. “È un onore per noi celebrare le festività con le eccellenze del Made in Italy, riconosciute non solo in Italia ma anche all’estero – ha dichiarato De Martino – con Marchesi 1824, The St. Regis Rome segna un momento importante, posizionandosi come punto di riferimento anche per la pasticceria”.
La sera del 12 novembre la cucina ha dialogato con la musica nel debutto del Grand Tour della The St. Regis Orchestra, accompagnando la cena firmata dall’Executive Chef del Lumen & Cuisine Francesco Donatelli con proposte come il tagliolino all’uovo con ragù di scorfano e salsa di zucchine allo scapece, la rana pescatrice con bottarga, pomodorini confit e chips di mais e la craquelin al caramello e liquirizia. Uno show che ha unito cucina e musica dal vivo, con la St. Regis Orchestra composta da undici musicisti e tre vocalist – Coky Ricciolino, Frankie Micheli e Gabrio Gentilini – insieme al ballerino di tip tap Matteo Grugnetti e alla cantante Nina Aline. Il tutto è stato curato dal compositore, musicista e produttore Diego Buongiorno, autore del programma creativo che accompagna l’hotel da quattro anni. Dopo il debutto romano, il Grand Tour è proseguito negli St. Regis di Firenze e Venezia, concludendosi nella cornice del Canal Grande.
Infine, il 13 novembre Ciro Oliva, patron di Concettina ai Tre Santi, ha portato al The St. Regis Rome la sua visione contemporanea della pizza tra ricerca, tradizione e innovazione, in una cena spettacolo accompagnata dal dj set di Kenny Carpenter, storico resident della discoteca newyorkese Studio 54.


Accanto alle cene, il racconto gastronomico si è esteso anche all’aperitivo: per la prima volta a Roma sono arrivate le proposte del Franco’s Bar de Le Sirenuse di Positano. Al Lumen, fino al 25 novembre, sono stati disponibili sei signature drink ispirati al tema del Gioco. Per scegliere cosa bere bastava tirare un dado: a ogni numero corrispondeva un cocktail, da Voce ’E Notte al mezcal (1) fino ad Ancora un Bacio (6), a base di gin, sherry e vermouth. A completare l’esperienza, una programmazione proseguita anche nelle settimane successive, con tornei di burraco, sale giochi per i più piccoli durante i brunch domenicali, aperitivi e brindisi natalizi accompagnati da giochi da tavolo. Parte degli incassi dei tornei è stata devoluta alla Comunità di Sant’Egidio.
Arte di Vivere si è confermato così non solo come un evento, ma come l’espressione della visione del The St. Regis Rome.
Un modo di intendere l’hotel come spazio aperto, da vivere e condividere, capace di essere meta per i viaggiatori e punto di riferimento quotidiano per Roma e i suoi cittadini.





