Barfly
distilleria creativa
Creatività applicate
Uscire dagli schemi per fare breccia sul mercato
Testo di
Chiara Buzzi
Foto cortesia
Creatività applicate
4 minuti

Nasce A.D.C, un nuovo hub di distillazione (e non solo) curato da Oscar Quagliarini.

Creare un nuovo prodotto da inserire nel mercato liquido è diventata ormai una sfida da più punti di vista. Economica, commerciale, strategica, culturale, consumistica, dove realmente il grado di conoscenza e interpretazione del settore stesso hanno peso, sì, ma fino a un certo livello. Sono tanti i fattori da tenere in considerazione, di pianificazione quanto di imprevedibilità, e questo è sicuramente uno dei motivi per i quali c’è ancora chi non pensa necessariamente a realizzare qualcosa che manca.

Soprattutto nel mondo degli spirits, sono sempre più numerosi coloro che studiano un prodotto di tipologia già esistente capace di diventare viatico di comunicazione, strumento di posizionamento, mezzo per creare community, liquid vanity tool per il gusto di avere una referenza di design e presenza. 

Anonima Distilleria Creativa (A.D.C.) è una società benefit creata da tre imprenditori affermati nel settore alimentare, moda e design i quali, forti di una visione imprenditoriale e manageriale, hanno visto per la miscelazione la possibilità di un approccio “potenziato”. Creatività, estetica, cultura e qualità del prodotto sono, in sintesi, il manifesto di una nuova realtà che vuole essere piattaforma multidisciplinare di ricerca, ideazione e produzione per sé – e chi lo sa magari in futuro anche per conto terzi. Paolo Mereghetti, Giuliano Mosconi e Riccardo Bilancioni non sono esperti connoisseur del mondo della miscelazione ma – come spesso succede a chi guarda da fuori – hanno le idee chiare su come trasformare un prodotto in uno status, in un’icona di stile, di lifestyle e gusto.

“Prendere in mano una bottiglia per notare al primo colpo che non è la classica etichetta, non è il classico nome e non è la solita gabbia schematica di informazioni era la nostra conditio sine qua non. L’estetica è il primo motore trainante verso il consumatore, il naming gioca la sua parte e quando il prodotto passa nelle mani di chi è capace di valorizzarlo, lasciamo che si racconti e si esprima” raccontano i fondatori. A garantire la non-banalità e scontatezza di una nuova produzione arriva la firma di Oscar Quagliarini, uno dei più grandi nasi italiani, specialista nella creazione di profumi (edibili e non), esperienze olfattive e immaginari sensoriali, nonché professionista del mondo della miscelazione ormai con oltre trent’anni di esperienza. “La prima collezione A.D.C. è un’esplorazione unica tra arte del profumo e distillazione sperimentale. Un incontro tra mondi che dialogano attraverso emozioni, aromi e fantasia. […] Esaltiamo il meglio dell’Italia — ingredienti straordinari e mani esperte — per creare ricette di alta qualità che parlano a tutti i sensi. Ogni nostra esperienza è autentica, coinvolgente e profondamente contemporanea”.

Assente Amaro, Erarosa Bitter e Aura Gin sono tre etichette che non rispettano le classiche regole di categoria, proprio nell’ottica di differenziarsi e incuriosire. A partire dal fatto che l’amaro è chiaro e non scuro. “Non ha colore e questo è un fattore decisamente spiazzante per chi beve gli amari a fine pasto ad esempio, tuttavia questo non significa che non ha carattere” spiega Quagliarini. Un bilanciamento delicato di radici amaricanti come il quassio e la cascarilla, le note di gelsomino, ylang-ylang, bergamotto, pompelmo, arancio che definiscono il contorno più agrumato, per un liquido finale di 27% vol. Aura Gin presenta invece la struttura di un London Dry Gin, con ginepro e coriandolo a dominare l’aromaticità, arricchita da elicriso. Il gin non è bianco ma giallo iridescente, con due distillazioni in alambicco di rame, e un prodotto che diverte prima ancora di essere assaggiato. Visto il trend del momento, non poteva mancare un bitter. Erarosa Bitter è stato pensato secondo le classiche botaniche dei bitter più noti – genziana, arancio amaro, quassia – cui sono state aggiunte rosa, pepe di Sichuan, pompelmo rosa. Un prodotto morbido, femminile, in equilibrio tra amaro e dolce ma con una sua personale freschezza.

Un progetto che speriamo si riesca a muovere con dinamiche contemporanee nuove, meno conosciute e inflazionate rispetto ai canoni tradizionali.

E che, almeno in parte, potrebbe portare il livello di attenzione e partecipazione del consumatore a uno stadio ancora non esplorato dell’esperienza del bere miscelato. 


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