Testo di Ilaria Mazzarella

Foto cortesia di Portofino Dry Gin

Questa è la storia di quattro amici con un background decisamente internazionale che, toccando con mano la forza del brand Made in Italy, decidono di buttarsi su un bel progetto di livello tutto italiano. L’idea nasce nella piazzetta di Portofino, dalle chiacchiere tra un bicchiere e l’altro, guardando in lontananza la tenuta di uno di quelli che non sarebbero stati solo quattro amici, ma sarebbero diventati anche quattro soci. A disposizione un’ottima base di partenza, la villa con un terreno di quasi un ettaro sulle colline di Portofino di uno di loro e un solo claim ad accomunare il dream team: puntare in alto. Così nasce Portofino Dry Gin, un distillato di 21 botaniche, piantate, selezionate manualmente e distillate – proprio in quel terreno – per creare un gin per i palati sempre più esigenti dei consumatori. Gli ingredienti scelti rappresentano la riviera mediterranea, che è stata sapientemente ricreata utilizzando le etichette di tre bottiglie vicine. Ce le racconta durante un interessante tasting al Drink Kong (assieme a Patrick Pistolesi) Emanuele Scalera, uno dei creatori, orgoglioso del suo prodotto premium che ha già vinto tre premi internazionali con dei blind tasting nei suoi primi due anni di vita.

Si tratta di un gin molto equilibrato: al naso prevale limone e oli essenziali di agrumi, rosmarino e le classiche piante dell’orto della riviera italiana. Elemento caratterizzante è la lavanda, la stessa che ci viene in mente aprendo un cassetto della casa della nonna, quella che ricorda il bucato pulito. Non facendo un passaggio in botte, ha una volatilità spiccata, caratterizzando un prodotto molto più rotondo e morbido. In bocca la lavanda è sempre preponderante; dopo il primo sorso si iniziano a sentire il mandarino, l’alloro, l’angelica, rosmarino, salvia e il ginepro ovviamente; grande equilibrio di profumi tra cui un bel bouquet di rosa; dall’altra parte il blu della bottiglia, che ricorda un po’ un profumo, che richiama la riviera del mar Ligure di Portofino.

Ottimo con una scorza di limone fresco e una tonica neutra premium, ci siamo spinti in tre variazioni: un Martini Cocktail leggermente wet, con un Vermouth francese, per tirare fuori le botaniche oleose molto fresche del gin di ottima beva. Poi con un classico Negroni, il banco di prova per antonomasia di un gin, caratterizzato da una bella nota di mandarino. E infine con un originale Gimlet, cocktail a base di gin e lime Cordial, storicamente utilizzato dai marinai inglesi per curare lo scorbuto, grazie all’apporto di vitamina C.

Nell’era del COVID, un sorso che ci riporta in viaggio (in sicurezza) lungo la costa mediterranea riassaporando sensazioni e profumi della brezza marina e del calore del sole della Liguria.