Mini-storia
Bar bodega desde 1914
Quimet & Quimet
Una tappa assolutamente imperdibile per le tapas a Barcellona
Testo e foto di
Federico De Blasi
Quimet & Quimet
4 minuti

A Poble Sec, nella Barcellona residenziale e fuori dai circuiti più turistici, c’è un bar che da oltre cent’anni serve tapas. Tutto intorno cambia, ma il bar resta fedele a se stesso. Ma Quimet & Quimet non è solo un bar, è un’istituzione del quartiere e della città.

Una delle tappe gastronomiche più famose di Barcellona è senza dubbio Carrer de Blai, più comunemente nota come la strada dei pinchos. È una specie di parco giochi o via della tentazione dove saltellare da un bar all’altro facendo una collezione di stecchini in cerca dei migliori pinchos de la calle, mentre si sorseggia un vermut o una birra fredda. Fatta eccezione per uno o due bar, per il resto – a parte l’atmosfera particolarmente frivola ed effervescente – si salva ben poco. Non distante però, infrattato in una traversa di Carrer de Blai, c’è un bar con una grande porta rossa che si trova lì da oltre cent’anni. Siamo a Poble Sec, in Carrer del Poeta Cabanyes, e si parla di Quimet & Quimet.

Quimet è il diminutivo di Joaquim (tipico nome catalano) e il locale prende il nome dell’antenato della famiglia che lo fondò e lo gestì insieme a suo figlio, anch’egli chiamato Joaquim, nel 1914. All’inizio vendevano soprattutto il vino prodotto nel Bruc, nei dintorni di Barcellona, e confortavano con qualche tapas gli operatori portuali che abitavano il quartiere. Centododici anni più tardi il quartiere è cambiato tanto, siamo arrivati alla quinta generazione di Quimet e ognuna di esse ha contribuito a rendere questo posto un gioiello della città: una tappa assolutamente imperdibile per le tapas a Barcellona.

Qui le conserve sono le indiscusse protagoniste della scena: il locale è piccolo e le pareti sono adornate da coloratissime e scintillanti latte che sembrano vivere su quegli scaffali da sempre, insieme a una vastissima selezione di vini e distillati. L’ideale è trovarsi al bancone, ordinare un vermut e farsi ipnotizzare dal rigore magnetico con cui Quimet Senior e compagnia preparano da mangiare, senza mai alzare lo sguardo dal piano, e adagiano un ingrediente sopra un altro come se nella vita non avessero mai fatto altro. Mentre il figlio, Quimet anche lui ovviamente, gestisce il traffico e la sala.

Infatti, Quimet & Quimet, oltre che per il grande portone rosso, è facilmente riconoscibile dal nugolo di persone che orbitano lì fuori in attesa che sia il loro turno. Non bisogna però lasciarsi scoraggiare dalla quasi inevitabile coda all’ingresso: il locale può ospitare circa una ventina di persone, tutte rigorosamente in piedi, appoggiate al bancone o lungo tutto il perimetro del bar. Il tempo massimo di permanenza è un’ora, più o meno, per permettere a tutti di entrare, ma il servizio è veloce e in ogni caso nessuno vi caccerà mai dal locale. A ridosso della chiusura del servizio è probabile poi che vi chiudano dentro e potrete restare con calma e bere un altro bicchiere senza fretta.

Il menu da Quimet & Quimet è un foglio piegato e plastificato, resistente al tempo e all’inflazione.

Ci sono tapas (pietanze servite in un piattino) e montaditos (cibo servito su un crostone di pane); elencare quelle imperdibili è un compito difficile, ma ci proveremo. Una delle tapas comprensibilmente più vendute è quella a base di nespole e acciughe, inframezzate dalla torta del casar, un formaggio dell’Estremadura. Quimet ci tiene a sottolineare che anche le nespole sono conservate in latta, visto che sono disponibili solo due settimane l’anno, a giugno. Ne servono quattro e ovviamente va mangiata ogni nespola in un boccone. Un’altra tapa a cui è difficile dir di no è quella di uova, funghi e carne. Pensavate fosse impossibile migliorare il già felice matrimonio tra uova e funghi?  Provate questa combo.

Passiamo poi ai montaditos. Quello con fegato di baccalà e pomodoro è squisito: il fegato a prima vista sembra quasi tonno e ha una consistenza surreale e irresistibile. Poi gamberi e peperone rosso, un altro abbinamento felicissimo, e quello salmone, yogurt e miele al tartufo. Ma in generale non ci sono regole fisse se non quella di lasciarsi trasportare dall’entusiasmo e dall’istinto e annaffiare il tutto con un vermut (che fanno loro da cinquant’anni), una birra (anche quella di loro produzione) o un vino, visto che c’è un’ampia scelta.

Per i più golosi poi si può concludere il pasto con una tapa dolce: le sempre gradite nespole, accompagnate da scaglie di cioccolato e Advocaat, una specie di zabaione olandese cremoso e rinvigorente. E magari un carajillo, il caffè corretto spagnolo dove da Quimet & Quimet mettono proprio questo liquore.

Posto
Europa/Spagna/Catalogna/Barcellona
Quimet&Quimet

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