Testo e foto di Alessandra Piubello

Ottant’anni sono una bella età: un passato di memorie e di esperienze al quale attingere e un futuro ancora davanti da scoprire. Badia di Morrona, azienda agricola in Morrona per l’appunto, frazione di Terricciola in provincia di Pisa, trae le sue origini nel 1939. Fu l’anno in cui i fratelli Italo e Mario Gaslini acquisirono la tenuta. In quell’epoca la Badia era costituita di due aziende distinte e separate di circa 100 ettari ciascuna, con l’abbazia divisa in due parti. Fu Egidio Gaslini, figlio di Mario, a riunire la proprietà negli anni 80, abbattendo il muro che divideva le due aziende e ripristinando il chiostro. Egidio pensa in grande, puntando a fare di Badia di Morrona un’azienda modello. Amplia la proprietà fino agli attuali 600 ettari, reimpianta tutti i vigneti aziendali fino ad arrivare agli attuali 110 ettari vitati, ristruttura i casali aziendali, aggiunge gli olivi.

Il figlio Filippo lo supporta fino alla sua scomparsa, prendendosi poi carico dell’azienda in toto dal 2015. Il senso della famiglia si respira ovunque a Badia di Morrona, l’ospitalità è sacra, come abbiamo potuto vivere sulla nostra pelle. La cena, organizzata nella locanda di proprietà, La Fornace, ci ha fatto capire che l’azienda gode di molte risorse: dall’orto ci sono giunte nel piatto le verdure e la frutta assaggiate, ma anche la cacciagione servita proviene dai 400 ettari di riserva di caccia. Ci sono ettari di seminativo destinati principalmente all’alimentazione di cinghiali e mufloni. L’olio deriva dai 40 ettari di oliveti aziendali, con relativo frantoio. Abbiamo dormito sogni sereni nei casali (sono otto, arrivano a ospitare fino a 120 persone) ristrutturati rispettandone le caratteristiche originarie.

Il giorno dopo abbiamo ammirato la famosa Badia: sin dall’ingresso del cortile dell’antico convento dei monaci camaldolesi, oggi riservato a eventi e cerimonie e in parte adibito a residenza privata dei Gaslini, si respira un senso di pace e di spiritualità. Per l’occasione dei festeggiamenti degli 80 anni, si sono organizzate due verticali dei vini di punta: il Vignalta, 100% Sangiovese, e N’antia, uvaggio bordolese di cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot dal 2004 (prima c’era circa un 50% di sangiovese, il restante fra cabernet sauvignon e merlot). L’enologo interno dal 2010 è Adolfo Benvenuti, mentre come consulente esterno dal 2002 c’è Giorgio Marone.

Per il Vignalta, la cui prima annata fu prodotta nel ’94, il sangiovese proviene da un’unica vigna situata a 220 metri di altitudine su terreni argillosi. Attualmente le vigne hanno circa 15 anni e godono dell’influsso mitigante del mare, che dista in linea d’aria 30 chilometri. Il primo millesimo in degustazione, il ’97, sorprende per snellezza e sapidità. Si procede con il’98, dal tannino un po’ asciugante (all’epoca si usavano ancora le barrique, poi abbandonate nel 2002 con l’ingresso di Marone); ecco il ’99 dalla speziatura dolce pur con tannini ancora ben presenti; poi la 2000 ancora segnata dal legno. Cambio di marcia per l’11, fresco e polposo (la migliore annata per noi), poi la ‘13, la ‘15 dalla bocca rotonda e infine a chiudere, la ‘16, elegante, sapida e armonica. Si passa poi a N’Antia (il nome evoca la zona dei vigneti da cui proviene il vino, chiamata antica dunque “Antia” in dialetto toscano), con le annate ’97, ’98 e ’99 dove ancora era presente il sangiovese per poi arrivare alla ’05, che dall’anno precedente si assestava sull’attuale blend di merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc. La ’10 colpisce per profondità e freschezza, per struttura ed eleganza (la migliore per noi) e si chiude con la ’13 e la ’15. Tenaciter et constanter è il motto della famiglia Gaslini Alberti, tenacia e costanza che l’hanno portata a questi risultati. Ad maiora!

Badia di Morrona

Via del Chianti, 6

56030 Terricciola – Pisa

Tel: +39 0587 658505

www.badiadimorrona.it