Foto di Livia Bigagli

Testo di Raffaella Prandi

Chi fosse un fan di X Factor avrebbe senz’altro notato l’uso insistente da parte dei giudici della parolina “attitudine” nel giudicare le performances dei ragazzi in gara. Bisognerebbe però aver conosciuto un importante pezzo di storia della musica (e non solo), che ha avuto come epicentro Bologna alla fine degli anni Ottanta, per intenderne il significato profondo, al di là della definizione da vocabolario.

Perché l’attitudine è tanta roba e c’entra molto con “Ricette Rubate”. Il libro (edizioni Vandenberg) è infatti il risultato di un mostruoso lavoro di squadra, talmente innovativo nei contenuti e nella grafica da essersi guadagnato il premio come Miglior libro dell’anno 2020 Italia per i Gourmand Cookbook Awards. E ora in competizione anche per miglior libro dell’anno a livello mondiale, dopo aver vinto nella categoria Publishing per il Design e in Lifestyle per la Sostenibilità.

Torniamo dunque all’attitudine, quell’attitudine mentale positiva che spiega molto del mondo di questa impresa collettiva che è Forno Brisa.  L’attitudine è un ingrediente chiave nella filosofia del Do It Yourself (Fattelo da solo, fallo e credici, fallo e basta). È la forza motrice incessante, quasi una religione, che sprona a investire su sé stessi nella causa da perseguire. Anche a dispetto di critiche, imposizioni ostili o situazioni avverse.

La filosofia Do It Yourself (DIY) ha le sue radici nel movimento punk bolognese che ha dato vita alle primitive etichette musicali indipendenti mosse appunto dalla necessità di farsi ascoltare dal mondo, adottando esclusivamente i propri mezzi.  La storia di DeeMo e Rusty, pionieri e padri fondatori di quell’onda culturale che prese le mosse dall’Isola nel Kantiere, uno spazio bolognese occupato tra il 1988 e il 1991, è emblematica di quello stesso spirito pionieristico che ha animato la crew di Forno Brisa dove tutto è rigorosamente indipendente e auto-sostenuto.

Come DeeMo e Rusty hanno scritto il capitolo zero di quella che fu l’età dell’oro del movimento Hip-Hop e del writing in Italia con l’organizzazione di concerti e di iniziative artistiche, fotografiche e musicali  (Isola Posse All Stars, Sangue Misto, SPA Crew di Bologna…oggi i loro profili sono ampiamente riconosciuti nel mondo della grafica, della visual art, della serigrafia, del video-making, del design, della comunicazione), così Davide Sarti e Pasquale Polito sono stati i pionieri dell’impresa Forno Brisa.  

Di storie bolognesi si tratta eppure con un respiro internazionale. Non a caso l’epopea DIY è stata ampiamente “saccheggiata” dai nostri diventando uno degli ingredienti di Ricette Rubate, il libro che di ricette ne ruba a piene mani, ovunque ci siano a tiro talenti ed esperienze di cui innamorarsi e prendere a modello. Si tratta infatti di ricette di vita, di successo, di lavoro duro, di intuizioni, di attitudini a cui attingere per farsi ispirare e disegnare la propria strada. Proprio per questo, fosse per noi, lo inseriremmo tra i testi scolastici da adottare alle superiori, obbligatoriamente. Perché nelle storie raccontate ci sono tutti i codici, le regole, i pilastri per chi voglia costruire il proprio futuro.

Iniziare con poco senza strafare, per imparare facendo e imparare sbagliando. L’avventura di Forno Brisa nasce da qualcosa di altrettanto viscerale, la passione per il pane. Ma in questo libro di pane non si parla. Si parla invece di un gruppo di 35 ragazzi, età media sotto i 30 anni, arrivati da tutte le parti del mondo e con esperienze in ogni angolo del pianeta e che ora fanno capo a un campo di grano, un laboratorio e tre negozi a Bologna. Il clic alla startup viene come si diceva da Davide Sarti e Pasquale Polito che hanno avviato il primo Forno nel dicembre del 2015 realizzando un modello d’impresa orizzontale dove la squadra è tutto, dove la squadra è l’azienda. Il loro motto è: siamo tutti titolari e ci divertiamo a inseguire i nostri sogni. Nella consapevolezza che ognuno, a partire da un sogno, può cambiare il mondo in meglio. Il libro è in sé una botta di energia e voglia di fare. È avanti nel mondo del business. Parla di impatto positivo ma anche e soprattutto di strutture orizzontali e innovative (come l’equity crowdfunding) all’interno dell’azienda – cosa che tante Startup cercano o pensano di fare ma che non riescono minimamente a realizzare. È un vero e proprio movimento ed è bello vedere che Brisa lo ha adottato fin dall’inizio e senza compromessi!

È un libro attuale, umile, una bella storia (solo alla fine, peraltro si parla – finalmente – di Forno Brisa) e con un buon “flow”. Sono tante le storie sui cui soffermarsi e verrebbe da dire da cui prendere appunti per sé stessi. I giovani con un minimo di tendenza imprenditoriale e con voglia di creare un impatto positivo nel mondo ameranno queste pagine. Ma anche i “non giovani“, e però aperti di mente, saranno felicissimi di leggere di nuove tendenze nel mondo startup/impact/business, e che anche a loro verrà voglia di imparare e condividere il journey con questo team di giovani. 

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