Testo di Isabelle Grabau

Foto di Olivia Lennox

Siamo in Lucchesia e parliamo di Aurelio Barattini, patron della storica Antica Locanda di Sesto. Trattoria a conduzione familiare dal 1911 è punto di riferimento per i buongustai del territorio e non solo. Qui, storia e passione si intrecciano con ingredienti genuini e vecchie tradizioni. La locanda è cuore pulsante e anima della Famiglia Barattini da più di un secolo, assieme alla più giovane Azienda Agricola omonima, conosciuta localmente come La Maolina.

“Mio padre, Adriano, voleva il vino della casa e l’olio della casa per la Locanda, tutto qua. L’unica cosa che ho fatto è stata seguire il suo desiderio” racconta Aurelio. Adriano Barattini, suo padre, troppo eclettico, curioso e giramondo per farsi bastare le tante attività già in essere (si occupava di compravendita di bestiame e carni oltre che del ristorante), nel 1988 acquistò con qualche piccola peripezia, l’attuale Molina. Un pomeriggio d’estate capitò in questa deliziosa fattoria per comprare dei vitelli, per caso ne assaggiò il vino e se ne innamorò. Riuscì così a mettere le basi per realizzare il suo più grande desiderio: dare la possibilità agli ospiti della locanda di apprezzare i prodotti genuini del territorio direttamente sulla tavola, seguendo i ritmi delle stagioni e le tradizioni contadine toscane.

L’azienda Agricola La Maolina, oggi 3 ettari, sorge tra le delicate colline verdi del Morianese, precisamente a San Concordio di Moriano, a pochissimi chilometri da Lucca. Le uve rosse sono Colorino, Ciliegiolo, Merlot, Sangiovese, Cabernet e Malvasia. Le uve bianche sono Vermentino e Trebbiano. Il vino rosso è un must per i locali ed è conosciuto e spedito fino in America, volutamente imbottigliato nel classico fiasco di vetro e paglia “come il vino da tavola di una volta”. Qui si producono anche l’aceto di vino rosso a uso esclusivo del ristorante e l’olio extravergine d’oliva biologico “La Molina” Lucca Dop (uno dei più pregiati della zona). L’azienda diventa biologica nel 2017 grazie al duro lavoro di Aurelio che, dopo la morte dell’amato padre, ha deciso di perseguire il desiderio “di famiglia”. 

Quali sono le esperienze che ti hanno reso cuoco, produttore e imprenditore allo stesso tempo?

Una forte vena creativa, stimolata da grande curiosità, mi ha portato a fare molte esperienze all’estero, grazie anche a mio padre che mi ha sempre permesso di sperimentare. Da ragazzo infatti ho fatto gavetta in svariate cucine in giro per il mondo (ambasciate, grandi alberghi, ville ecc.). Certo di voler continuare queste esperienze per me e appassionanti, dal 2000 ho cominciato ad andare all’estero per gestire personalmente eventi privati. Ho girato tanto, raccontando, attraverso la mia cucina, me stesso e quello che conoscevo: semplicemente il mio territorio. Il viaggio ancora oggi è veramente importante, vedere altre culture, contaminazioni, scambiare, portare, insegnare… non potrei vivere senza. Queste sono le esperienze principali, e poi, forse meno positiva, la morte di mio padre nel 2015.

Pensando alla sua scomparsa inaspettata, ero turbato dal pensiero di come poter fare per gestire l’azienda, avevo paura, non avevo mai fatto né vino né l’agricoltore. Mi promisi che avrei dovuto farla funzionare a tutti i costi, per rispetto e amore nei confronti di mio padre e per continuare a portare avanti il nostro desiderio di famiglia. Così, grazie anche a Massimo Motroni (un importante enologo locale), riuscii con impegno e fatica a diventare perlomeno “manovale della vigna” come preferisco definirmi. E ancora ho tantissimo da imparare, sono solo alla 6° vendemmia!

A cosa presti attenzione nella tua produzione?

Alla qualità. È quello che fa la vera differenza. Poi faccio sempre conto che qualsiasi cosa produco la sto facendo per me, esattamente come la vorrei io: dai piatti in cucina, al servizio, alla produzione della Maolina.

Giornata tipo?

Dipende, da marzo a ottobre una vera guerra :) mi alzo alle 5 per lavorare in azienda, poi vado al ristorante per il pranzo, torno in azienda e poi di nuovo al ristorante per la cena, senza tregua. Da novembre a febbraio la terra riposa e io anche! Quello che non mi leverà mai nessuno è il sabato libero. Il rapporto con la famiglia è molto importante per chi fa un lavoro del genere, me lo insegnò mio nonno “forse si perderanno gli incassi ma si guadagna in vita!” diceva sempre. Questo giorno infatti per me è sacro, dedicato alla mia famiglia, ai festeggiamenti, allo stare insieme.

Parliamo di concorrenza, qui ce ne è molta…

Qualcuno da seguire e da cui apprendere, persone in cui credere e da valorizzare. Non sono un tipo geloso, mi arrabbio solo quando vedo slealtà e pressappochismo. Nel 2013, Massimo Motroni ha creato un bellissimo progetto, nel quale sono stato coinvolto poi successivamente nel 2016. Insieme ad altre aziende della zona, miei principali concorrenti 😃 e grandi amici abbiamo partecipato alla creazione di un vino pregiato realizzato con le migliori uve delle nostre aziende: il Mille968. L’obiettivo è celebrare i 50 anni della Dop e soprattutto valorizzare il territorio che in questo caso ha una grande particolarità: dallo stesso vitigno si possono produrre dei vini con sfaccettature completamente differenti anche a pochi chilometri di distanza proprio per il particolare terroir. Il vino viene prodotto solamente nelle annate in cui riteniamo di avere delle uve particolarmente pregiate.

Ultimamente tanti giovani si sono lanciati nell’agricoltura, quale consiglio gli daresti?

Per la mia umile esperienza di 5 anni? Se sono portati dal cuore fanno bene, servono cuore e passione. La terra è bella ma “è bassa” come si diceva una volta, la terra a volte ti toglie tanto, ma sta sicuro che ti ridarà altrettanto. Non è avara, ci vuole pazienza. È una bellissima esperienza.

Progetti per il futuro?

Il mio futuro è adesso. Però, pensandoci bene… vorrei creare una Guest House per gli ospiti della Locanda.

Il tuo pranzo preferito: dove, come e perché?

Mio padre mi ha passato un amore sfrenato per la carne. In un prato, un fuoco per terra, bistecca e salsiccia, pane buono, insalata di pomodori del mio orto, un filo di olio extravergine d’oliva, e ovviamente, un bicchiere di vino. Mi fermo a guardare il tramonto, penso alla libertà e apprezzo la vita.

Aurelio Barattini, chi sei?

Nessuno è nessuno. Credo solamente che sia importante essere sé stessi con umiltà e voglia di imparare per migliorare sempre di più.

Una bella chiacchierata: quello che mi ha colpita è l’estrema umiltà (vera), la timidezza e la necessità di libertà che esprime da tutti i pori. Così autentico e rispettoso delle tradizioni ma allo stesso tempo open mind, con dei valori forti e ben definiti, come quello della famiglia, sempre al primo posto. Sono felice di sapere che esistono ancora persone così belle e genuine, senza troppe sovrastrutture, che dicono quello che pensano, ma soprattutto lo fanno! Speriamo di andare prestissimo a riassaggiare i suoi piatti all’Antica Locanda di Sesto. Per adesso ci gustiamo l’olio, un bel tagliere di salumi e un bicchiere di vino rosso, baciati dal sole delicato di inizio primavera, tra vigne e uliveti.

Azienda Agricola La Maolina

Via della Maulina 3644 – San Concordio di Moriano

55100 Lucca (LU)

Tel: +39 0583 578181

www.anticalocandadisesto.it