Mini-storia
quotidianità
Tapas 24 non ha inventato le tapas, ma il modo di viverle
Il concetto gastronomico di chef Carles Abellán compie vent’anni
Testo di
Anabel Frutos
Foto cortesia
Tapas 24 non ha inventato le tapas, ma il modo di viverle
5 minuti

Il celebre “tapeo” è l’abitudine sociale e gastronomica spagnola di uscire a mangiare tapas, quelle piccole porzioni di cibo accompagnate da una bevanda, visitando uno o più bar o ristoranti. Non è soltanto un modo di mangiare, ma una vera e propria esperienza culturale spagnola basata sulla condivisione, la conversazione e l’assaggio di diversi piatti in un ambiente informale.

Una tappa imprescindibile per vivere l’esperienza delle tapas

In una città cosmopolita e vivace come Barcellona (la città spagnola con il maggior numero di stelle Michelin), dove la tradizione gastronomica convive con una costante innovazione, esistono ristoranti come Tapas 24, il preferito dello chef José Andrés quando visita la città. Luoghi che non si limitano a nutrire, ma contribuiscono a definire l’identità della città stessa. Tapas 24 è riuscito a catturare lo spirito della capitale catalana, diventando un punto di riferimento imprescindibile per chi cerca un’esperienza culinaria che unisca qualità della materia prima, tecnica e una reinterpretazione moderna del classico tapeo.

L’ideatore di questo concetto gastronomico è lo chef Carles Abellán, uno dei cuochi più riconosciuti della gastronomia contemporanea barcellonese, che ancora oggi segue il progetto come consulente gastronomico, dedicando grande attenzione ai prodotti di stagione.

Vent’anni di tapas

Dalla sua apertura, nel maggio del 2006, il ristorante ha saputo mantenere una filosofia chiara: elevare la cucina popolare senza snaturarne l’essenza. Il risultato è una proposta dinamica, informale e profondamente mediterranea che attira sia i residenti sia i visitatori internazionali. Tapas 24 è nato con l’intento di recuperare il valore sociale e gastronomico della tapa tradizionale, portandola in una dimensione contemporanea.

Il menu combina classici della cucina catalana con creazioni originali che hanno ormai raggiunto uno status quasi iconico. Tra le sue specialità spicca il celebre “bikini”, una raffinata reinterpretazione del tradizionale toast caldo barcellonese, preparato con prosciutto iberico, mozzarella e tartufo. Da provare anche le famose crocchette cremose, l’eccellente insalata russa, le uova “estrelladas” e un’ampia selezione di tapas di mare, nelle quali la freschezza della materia prima assume un ruolo assoluto. Per dessert, imperdibile il cioccolato con pane, olio e sale.

Ogni piatto trasmette familiarità, memoria gastronomica e un profondo rispetto per la cucina di mercato. Già entrando nel locale si percepisce il carattere vibrante di Barcellona. Con un’estetica contemporanea, una cucina parzialmente a vista e un bancone che funge da fulcro sociale del ristorante, Tapas 24 riesce a creare un’atmosfera dinamica e accogliente. Pur svolgendosi in un contesto informale, l’esperienza rivela una cura minuziosa dei dettagli.

Il servizio, rapido e attento, e la vicinanza tra cucina e cliente creano un ritmo costante. Lontano dalla solennità di certi ristoranti gastronomici, qui si punta su una cucina democratica: piatti pensati per essere condivisi mentre si gode di una buona conversazione. In definitiva, un’esperienza culinaria in cui ciò che conta davvero è il piacere della tavola.

Formazione nell’universo Bulli

Formatosi nell’ambiente dell’alta cucina catalana, Carles Abellán ha lavorato accanto a figure come Ferran Adrià presso elBulli. Dopo quindici anni trascorsi in quell’universo creativo, nel 2001 ha intrapreso la propria strada fondando Comerç 24, un locale che ha rivoluzionato il concetto di bar di tapas a Barcellona. Fu lì che prese forma quella che venne definita “cucina in miniatura”, progetto che gli valse una stella Michelin nel 2007. In quel contesto iniziò a sviluppare uno stile personale basato sulle ricette tradizionali reinterpretate secondo una pratica culinaria catalana e spagnola, presentate in un ambiente informale.

Come spiega lo stesso Abellán, “la mia carriera è stata caratterizzata dal desiderio di avvicinare l’eccellenza gastronomica a formati più informali e urbani”. Di fronte alla rigidità di alcuni ristoranti, lo chef catalano ha scelto di puntare su concetti più dinamici, sviluppando negli anni un linguaggio culinario fondato sull’equilibrio tra sofisticazione e semplicità. Questo si traduce in una cucina diretta e tecnicamente impeccabile, dove il lusso non dipende dagli artifici, ma dalla qualità della materia prima e dall’eccellenza dell’esecuzione. Abellán comprese prima di molti altri chef che la nuova gastronomia urbana doveva essere flessibile, accessibile ed emozionale, anticipando tendenze che oggi dominano il settore, come la cucina informale d’autore e la reinterpretazione delle ricette tradizionali.

Un simbolo della nuova cucina barcellonese

In questi vent’anni, Tapas 24 è riuscito ad affermarsi non solo come ristorante di tapas, ma come simbolo della nuova cucina barcellonese. In un’epoca caratterizzata da esperienze gastronomiche sempre più complesse, ha dimostrato che la vera sofisticazione risiede nelle cose più semplici: una tapa eseguita alla perfezione, servita al momento giusto e condivisa attorno a un bancone pieno di vita.

Per questo Tapas 24 non è soltanto un ristorante, ma una vera dichiarazione di principi culinari: cucinare bene, rispettare il prodotto e trasformare la quotidianità in un’esperienza memorabile. In un periodo ossessionato dalla spettacolarizzazione, rivendica la naturalezza. Tra il rumore del bancone, il ritmo frenetico della cucina e i piatti che arrivano per essere condivisi, è riuscito a mantenere intatta l’essenza del tapeo: mangiare bene, godersi il momento senza artifici e trasformare ogni incontro in una celebrazione della quotidianità.

Posto
Europa/Spagna/Catalogna/Barcellona
Tapas 24

Articoli correlati
Cose che non sapevi di voler leggere