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Foto di Paola Pansini

Testo di Tania Mauri

Chiuso un capitolo, se ne apre un altro. Questo lo spirito di Mario Farulla, bartender di grande esperienza, in Italia e all’estero, che ha preso le redini del Lobby Bar dell’Hotel Chapter di Roma (chapter in inglese significa capitolo ndr), aperto nel 2019, creato da Marco Cilia, imprenditore romano con alle spalle una solida carriera nei circuiti internazionali dell’alta finanza. Farulla è arrivato nel 2020 e subito si è adattato a questo spazio iconico dotato di bancone con dietro una preziosa bottigliera immersa nel murale degli artisti americani David Leavitt e David Torres, in un’atmosfera cosmopolita tra colorati salottini incorniciati da una rarissima opera d’arte indoor di Alice Pasquini.

Mario Farulla
Foto di Stefano Delia

Agli ultimi The World’s 50 Best Bars Farulla ha ottenuto, per Baccano, il 70esimo posto della classifica mondiale dei migliori cocktail bar, ma non per questo si è fermato, anzi, è stato per lui la miccia che ha acceso il desiderio di nuovi traguardi. “Sento il bisogno di confrontarmi ancora con me stesso. Chapter Roma rappresenta la mia nuova sfida: sdoganare il concetto del bar d’albergo in Italia e, in particolare, tra i romani che continuano a vederlo come un luogo distante. Voglio traghettare il Lobby Bar in un’inedita dimensione “street”, per aprirlo alla città e farne un autentico motore del fermento che ruota intorno a questo hotel.

Grattachecca

A guidarmi sono ancora una volta l’entusiasmo e un perenne spirito da esploratore. E per questo viaggio ho messo in valigia le tecniche affinate in Asia, l’attenzione alle materie prime e ai processi di produzione che ho esplorato in Sud America, l’esperienza maturata in vent’anni di carriera lavorando da un polo all’altro del globo e tutto con il calore dell’accoglienza italiana”. Con questi principi – voglia di ricominciare ed esperienza personale maturata nel mondo – ha messo a punto Millennials, una macchina del tempo del bere capace di attraversare le epoche e catapultare gli ospiti dalla selvaggia Scozia, con le sue leggendarie distillerie, al rigoroso Giappone, con i suoi riti millenari, dal Lungotevere tempestato di chioschetti tra profumo di cocco e bergamotto fino alla britannica tradizione di gin e le sue più riuscite declinazione aromatiche.

Una drink list nata nei 4 mesi di lockdown che è un vero e proprio viaggio “di una generazione nomade nata tra 1981 e il 1996, che ha bisogno di raccontarsi, esprimersi e trovare il suo posto nel mondo” spiega Farulla che lo fa attraverso cinque capitoli – chapters, appunto – che vogliono rappresentare altrettante fasi della vita. Ovviamente si comincia con i ricordi dell’infanzia romana, con le colorate Grattachecche. “Erano il rimedio popolare al caldo dell’estate, che mi riporta alla mente il vociare dei bambini del mio quartiere, quando nel pomeriggio, dopo la scuola, ci riunivamo attorno al chiosco della sora Maria, in cerca di sollievo e refrigerio”. Una suggestione che al Lobby Bar diventa il pretesto per versare nel bicchiere ghiaccio finemente tritato al momento con alcuni dei più curiosi e pregiati tra spiriti e liquori.

S’intitola 00 in one sip il secondo capitolo ed è una lista di grandi classici che porta agli inizi degli anni 2000 (dal Sex on the Beach al Rum & Pera) sublimati dalla tecnica e visione del padrone di casa in formato mignon (45 ml), anche solo per sorso. Quante volte Mario si è sentito dire: “Il solito per me!” che faceva scattare in lui il desiderio di non deludere il cliente e fargli provare sempre una nuova esperienza. Nasce così l’Infinity Jar (terzo capitolo), la coerenza di un drink classico, senza mai annoiare grazie alle grandi giare riempite dall’alto con blend unici ma ogni volta differenti come il Perfect Negroni con VII Hills Gin, Cinzano 1757 Rosso Vermouth, Campari (and much more).

Bottomless Martini
Foto di Stefano Delia

Il quarto capitolo è quello delle seconde opportunità che ti dà la vita che Farulla applica agli ingredienti del bancone. Circle of Life è frutto di sperimentazione e coscienza ambientale dove lo scopo è quello di far “rinascere l’alimento grazie al processo di re-distillazione per un impatto zero del bar, enfatizzando ancor di più i sapori naturali. Così frutta e verdura possono essere riciclate utilizzando qualcosa che normalmente andrebbe buttato, come le banane ammaccate o il lime che può essere messo in infusione per altri distillati. Per esempio, l’Indigo Paloma, un drink molto bevuto in Sud America, è stato scomposto e ricomposto a modo loro tramite un’infusione di arancio, pompelmo rosa, finocchio, sedano, verza, lime e limone in Tequila con aggiunta di Perrier, soda, sciroppo di zucchero e ghiaccio.

Infine, nel capitolo Equal parts drinks Farulla concretizza la maturità in un bicchiere con una selezione di drink che nascono in eguali proporzioni, rimasterizzati con un tocco moderno che stupisce i sensi, come il Long Health. Ma non finisce qui: geniale il suo Scotch & Soda Trolley, un intrigante baule carico dei migliori spirits per servire impeccabili Scotch&Soda direttamente al tavolo del cliente così come intrigante è il suo Bottomless Martini, il Martini perfetto, quello che non ha bisogno di essere richiesto, sempre freddo, infinito: paghi una volta e sorseggi finché hai sete. Con la prossima apertura del ristorante condotto da Davide Puleio – miglior giovane chef 2020 secondo la Guida Michelin nonché stella al ristorate L’Alchimia di Milano – The Chapter diventerà la nuova mecca per i globetrotter amanti del buon bere e del fine dining.

Hotel Chapter Roma

Via di S. Maria dé Calderari, 47

00186 Roma (RM)

Tel: +39 06 8993 5351

www.chapter-roma.com